Nel pomeriggio del 12 marzo u.s., presso l’Auditorium “Carlo Mosca”, il Direttore della Scuola, Dirigente Superiore della Polizia di Stato Vincenzo Modeo, ha aperto i lavori del convegno dal titolo “Percorsi teorici e operativi per prevenire e contrastare la corruzione nella prospettiva del bene comune”, promosso nell’ambito delle attività del Master Anticorruzione dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.
Nel suo intervento introduttivo, il Direttore Modeo ha sottolineato come il contrasto ai fenomeni corruttivi rappresenti oggi una delle principali sfide per le istituzioni democratiche, richiedendo un impegno congiunto delle amministrazioni pubbliche, del mondo accademico e degli operatori del diritto. In tale prospettiva, iniziative di alta formazione come il Master Anticorruzione costituiscono un’importante occasione di approfondimento scientifico e di confronto tra esperti provenienti da diversi ambiti istituzionali e professionali.
Il Master, rivolto a neolaureati, professionisti e dipendenti pubblici e privati, ha la finalità di far acquisire e perfezionare conoscenze interdisciplinari sui sistemi di prevenzione e contrasto della corruzione, preparando professionisti capaci di operare nell’ambito delle assemblee legislative e dei processi decisionali ai diversi livelli di governo, nei molteplici contesti politici, istituzionali, aziendali e associativi. L’obiettivo è quello di formare figure altamente qualificate, in grado di interpretare e applicare la complessa normativa anticorruzione, nonché di contribuire alla diffusione di modelli organizzativi improntati alla trasparenza, all’integrità e alla responsabilità amministrativa.
Le relazioni introduttive del convegno sono state affidate all’avvocato Giuseppe Busia, Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, e al dott. Enzo Serata, Direttore dell’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia.
Il Presidente Busia ha evidenziato, tra l’altro, il ruolo centrale delle politiche di prevenzione e degli strumenti di trasparenza nei sistemi di appalto pubblico e nella gestione delle risorse pubbliche, sottolineando come la corruzione rappresenti un fattore di distorsione della concorrenza e di indebolimento del principio di uguaglianza tra cittadini. Avvocato e studioso del diritto pubblico, Busia guida l’ANAC dal 2020, dopo aver ricoperto incarichi di rilievo presso il Garante per la protezione dei dati personali e l’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici.
Il dott. Serata ha invece approfondito il tema del contrasto ai flussi finanziari illeciti e del ruolo strategico delle attività di analisi e prevenzione svolte dalla UIF, evidenziando come la collaborazione tra istituzioni finanziarie, autorità di vigilanza e apparati investigativi costituisca uno strumento fondamentale per individuare tempestivamente fenomeni corruttivi e operazioni sospette.
Le tematiche affrontate nelle relazioni introduttive sono state successivamente sviluppate e discusse nella tavola rotonda che ne è seguita, coordinata e moderata dal Prof. Filippo Cucuccio, Direttore Generale dell’Associazione Nazionale per lo Studio dei Problemi del Credito.
Al dibattito hanno preso parte il Prof. Emiliano Di Carlo, Direttore del Master Anticorruzione, l’Avv. Francesca Palisi, responsabile della Consulenza Legale e Tributaria dell’Associazione Bancaria Italiana, il Gen. B. Giovanni Salerno, Comandante del Nucleo Speciale Anticorruzione della Guardia di Finanza, il dott. Luca Guido Tescaroli, Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Prato, e il dott. Antonino Turicchi, Presidente della società Autostrade per l’Italia.
Nel corso del confronto sono stati approfonditi i diversi strumenti giuridici, amministrativi e organizzativi attraverso i quali le istituzioni e il sistema economico possono contribuire alla prevenzione dei fenomeni corruttivi, ponendo particolare attenzione al ruolo dei modelli di compliance, ai sistemi di controllo interno, alla digitalizzazione delle procedure amministrative e al rafforzamento dei meccanismi di trasparenza.
Le conclusioni dei lavori sono state affidate al Prof. Vittorio Capuzza dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, che ha richiamato l’importanza di un approccio multidisciplinare nello studio dei fenomeni corruttivi e ha evidenziato come la formazione e la ricerca scientifica rappresentino strumenti essenziali per consolidare una cultura della legalità orientata al perseguimento del bene comune.


