Si è svolto lo scorso 4 dicembre, presso l’Auditorium “Prefetto Carlo Mosca” della Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia, il forum “Difesa delle reti – Cybersecurity: la nuova sfida delle utility”, promosso da Utilitalia con il patrocinio del Ministero della Difesa e del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
Ad aprire i lavori il Direttore Reggente della Scuola Vincenzo M. Modeo, che ha rivolto ai partecipanti un messaggio di benvenuto, sottolineando l’importanza del rafforzamento della cooperazione tra istituzioni e operatori di settore per proteggere le infrastrutture critiche e assicurare la continuità dei servizi essenziali per la tenuta del sistema Paese.
L’iniziativa ha visto la partecipazione del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, e del Direttore Generale dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, Prefetto Bruno Frattasi, intervenuti per illustrare il ruolo delle politiche nazionali nella costruzione di un sistema di difesa cibernetica più solido e reattivo.
Nel corso dei lavori, Utilitalia ha presentato i risultati della nuova survey KIC (Key Indicator Cybersecurity), che evidenzia come nel 2024 gli investimenti delle utility italiane in cybersicurezza abbiano raggiunto 670 milioni di euro, pari allo 0,94% del fatturato complessivo, triplicando la spesa dell’anno precedente. Un incremento che si colloca in un quadro internazionale caratterizzato da minacce crescenti: secondo gli ultimi dati, nel comparto energy e utility gli attacchi informatici sono aumentati del 40% nel primo trimestre 2025, con ulteriori incrementi previsti entro fine anno.
Particolarmente significativo il fabbisogno stimato nel settore idrico, pari a circa 40 milioni di euro annui, in un contesto di forte evoluzione digitale che rende ancora più necessario un rafforzamento delle misure di sicurezza.
Il Presidente di Utilitalia, Luca Dal Fabbro, ha sottolineato come la sicurezza informatica sia oggi una priorità strategica al pari delle sfide legate al cambiamento climatico: «Le utility – ha dichiarato – dovranno aumentare gli sforzi nella digitalizzazione e, al contempo, potenziare la capacità di difendersi dal fenomeno dei cyber attack».
Il forum ha richiamato anche la necessità di un cambio di paradigma verso un modello proattivo e resiliente, in linea con la Direttiva UE 2022/2555, cd. Direttiva NIS2 che rafforza le regole di cybersicurezza per migliorare la resilienza delle infrastrutture digitali e garantire un livello comune di sicurezza informatica in tutti gli Stati membri dell’UE che coinvolgerà oltre 2.500 soggetti del solo settore energetico.
Rafforzamento della collaborazione istituzionale, integrazione tra sicurezza IT (Tecnologia dell’Informazione) e OT (Tecnologia Operativa), investimenti in tecnologie avanzate – come intelligenza artificiale e machine learning – e programmi costanti di formazione del personale sono stati indicati come elementi centrali per innalzare la sicurezza delle reti.
«L’adozione di un approccio strategico alla difesa cyber, che combini cooperazione istituzionale, tecnologie innovative e sviluppo delle competenze – ha concluso Dal Fabbro – è l’unica via per garantire la resilienza delle infrastrutture critiche e trasformare la sfida della cybersicurezza in un vantaggio competitivo per il nostro Paese».

