Il futuro dell’esecuzione penale tra dignità, riforme e territorio: a Roma il convegno di GNPL e AIGA

La Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia ha ospitato il 6 e 7 luglio due giornate di studio promosse dal Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale (GNPL) in collaborazione con l’Associazione Italiana Giovani Avvocati (AIGA).

Al centro del convegno dal titolo “Diritto dell’esecuzione penale. Problematiche e prospettive. Normativa di riferimento, prassi e interpretazione giurisprudenziale”, le criticità strutturali del sistema carcerario e le proposte per una riforma che appare ormai non più rinviabile attraverso il contributo sinergico di magistrati, avvocati, accademici ed esponenti delle istituzioni, uniti nell’obiettivo di affrontare le dimensioni giuridiche, organizzative, sociali e culturali della detenzione.

Dopo i saluti di benvenuto rivolti ai partecipanti, dal Direttore dell’Ufficio Corsi della Scuola Primo Dir. P.d.S. Lorena Capolupo, l’apertura dei lavori è stata affidata al Presidente del GNPL, dott. Riccardo Turrini Vita, il quale ha delineato e definito le linee guida dell’azione istituzionale, mentre l’avv. Irma Conti (Componente del Collegio del GNPL) ha sottolineato come per ridefinire l’esecuzione della pena sia indispensabile investire contemporaneamente su tre pilastri: innovazione tecnologica, valorizzazione del capitale umano e piena attuazione delle misure alternative all’esterno delle strutture penitenziarie.

Nei tanti interventi dedicati alla salute nei penitenziari sono emersi dati statistici drammatici che testimoniano una trasformazione strutturale della popolazione detenuta con numeri che secondo il dott. Giovanni Suriano (GNPL) raccontano un mutamento profondo delle fragilità che il carcere si trova a intercettare e che richiedono una risposta di sistema, supportata a livello nazionale da una rete di circa 700 strutture socio-riabilitative.

La seconda giornata ha registrato l’autorevole riflessione di S.Em. Card. Matteo Maria Zuppi, Presidente della CEI, che, introdotto insieme al Prefetto Paolo Ruffini dal saluto del Presidente AIGA avv. Luigi Bartolomeo Terzo, ha denunciato con forza il sovraffollamento e le condizioni di vita inaccettabili nei penitenziari, esacerbate dall’emergenza climatica. Il Cardinale ha evidenziato la necessità di “aprire crepe da cui possa filtrare la luce”, individuando nel lavoro, nel legame con il territorio e nel potenziamento di figure chiave – come gli assistenti sociali e gli operatori – le uniche reali garanzie per la rieducazione e l’abbattimento della recidiva.

Il fitto programma dell’evento si è articolato in quattro panel specialistici che hanno approfondito snodi cruciali quali: l’etica della comunicazione nel rapporto tra Giustizia e Media; la salute e le “doppie diagnosi”; la Magistratura di Sorveglianza e l’ultimo sull’Inclusione, incentrato sul reinserimento sociale dei detenuti.

Nelle conclusioni dell’evento, che ha visto anche il saluto del Sottosegretario di Stato alla Giustizia, sen. Andrea Ostellari, l’avv. Irma Conti è tornata a ribadire che il contrasto al sovraffollamento resta la priorità assoluta dell’azione del Garante, indicando come strada maestra l’accelerazione dei percorsi di esecuzione penale esterna, accompagnata da un tempestivo adeguamento delle infrastrutture digitali e da una differenziazione delle sanzioni basata sulle reali peculiarità della popolazione ristretta.