Il 13 marzo 2025, la Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia, alla presenza dei frequentatori del Corso post laurea, del 40° Corso di Alta Formazione, di una rappresentanza della Scuola Ufficiali Carabinieri e professionisti collegati da remoto, ha ospitato una Tavola rotonda nell’ambito della IX edizione del Master Anticorruzione dell’Università Tor Vergata.
Maurizio Vallone, Direttore della Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia, ha aperto i lavori sottolineando il legame storico tra il Master e la Scuola e mettendo in luce l’importanza del percorso formativo per contrastare i fenomeni di corruzione in tutti i settori.
La tavola rotonda, moderata da Filippo Cucuccio, Direttore Generale dell’ANSPC (Associazione Nazionale per lo Studio dei Problemi del Credito), ha offerto spunti di riflessione importanti sui temi etici, economici e sociali legati alla lotta contro la corruzione.
Un evento che ha visto confrontarsi esperti e professionisti provenienti da vari settori del diritto, dell’economia e delle istituzioni, per esplorare il delicato passaggio dalla cultura utilitaristica a quella della responsabilità. L’utilitarismo, nobile dottrina filosofica che annovera tra i suoi pensatori moderni Bentham, Mills, Hume ed altri, muove dal principio fondamentale secondo il quale il bene si identifica con l’utile ed esprimeva all’origine un pensiero positivo considerando buona sotto il profilo morale ogni azione umana in grado di promuovere la felicità e di ridurre il dolore.
Col tempo però si è assistito all’affermarsi, nella cultura corrente, di una accezione negativa dell’utilitarismo laddove l’utile finisce con il coincidere con il solo egoistico bene individuale sia dei singoli, sia dei vari sodalizi economici.
A dibattere il delicato tema: Gianpaolo Barbuzzi, Presidente Arbitro per le Controversie Finanziarie; Giuseppe Busia, Presidente dell’ANAC; Emiliano Di Carlo, Direttore del Master in Anticorruzione dell’Università di Tor Vergata; Francesco Minotti, Amministratore Delegato di Mediocredito Centrale; Alessandra Perrazzelli, Vice Direttore Generale della Banca d’Italia; Nello Rossi, Direttore di Questione Giustizia e Vittorio Capuzza, dell’Università di Roma Tor Vergata
La tavola rotonda ha posto quindi l’accento sulle implicazioni filosofiche ed economiche del passaggio dalla cultura utilitaristica, incentrata, nella cultura contemporanea, sul profitto immediato, alla cultura della responsabilità e mostrato come l’approccio utilitaristico, sebbene spesso considerato quale motore positivo dell’economia, possa risultare dannoso quando ridotto a mera ricerca del guadagno, senza considerazione per le implicazioni etiche dei comportamenti economici posti in essere.
Nelle loro articolate riflessioni i relatori hanno sottolineato come i mercati abbiano tradizionalmente adottato un approccio utilitaristico, focalizzandosi sul profitto. Tuttavia, la responsabilità degli operatori economici rimane cruciale per il benessere e la stabilità del sistema finanziario in quanto la miopia dell’utilitarismo nella sua accezione negativa, mirando solo all’interesse immediato, trascura un approccio che deve essere invece di lungo termine soprattutto in tempi, quali gli attuali, caratterizzati da forti turbolenze globali, guerre, crisi economiche e pandemie.
Mai come ora, hanno sottolineato gli intervenuti, proprio la fiducia reciproca e il rispetto delle regole diventano essenziali per evitare danni economici e instabilità su scala globale che già da tempo si stanno verificando e per poter sperare di invertire in modo virtuoso il sistema economico.
Dall’analisi della figura classica dell’homo economicus di Adam Smith all’auspicabile figura dell’homo responsabilis si è argomentata la necessità che il sistema abbia comunque una regolamentazione adeguata per evitare che gli interessi utilitaristici individuali finiscano col prevalere sul bene comune considerando che la presunta capacità della cd. “mano invisibile” di regolamentare il libero mercato, ha ormai mostrato tutti i suoi limiti e inefficienza.
I relatori dunque, sia pure con varie declinazioni e differenti sensibilità, hanno convenuto sull’indifferibile esigenza che si rafforzi un sistema basato su principi di trasparenza, correttezza e buona fede, fondamento per costruire una cultura della responsabilità che a sua volta favorisce lo sviluppo di un sistema economico più equo e sostenibile. La tavola rotonda ha offerto così spunti di riflessione fondamentali su come la transizione da un modello economico utilitaristico a uno più responsabile non sia solo un imperativo etico, ma anche una necessità per garantire la stabilità e la sostenibilità del sistema economico e sociale nel lungo periodo.





